Intervista a Massimo Raugi


Restaurant Manager Villa Crespi

Massimo Raugi Restaurant Manager Villa Crespi

Lo scorso 28 aprile ha compiuto 40 anni. Tempo di bilanci per Massimo Raugi, restaurant manager di Villa Crespi. “Se mi guardo indietro, ma solo per un attimo perché preferisco guardare avanti, mi rendo conto che ho trascorso circa la metà della mia vita all’estero e realizzato la mia più grande passione: trasformare l’amore per la tavola e per la convivialità in una professione”. Ma quasi per sbaglio, perché i sogni erano altri. “La mia carriera lavorativa la immaginavo nelle vesti di interior designer o di traduttore, data la mia passione per le lingue. Ma le radici non mentono mai”.

Le radici?

I miei nonni possedevano una piccola rosticceria artigianale che ho frequentato e amato fin da piccolo. Davo una mano appena potevo. Le domeniche erano un appuntamento fisso, vere e proprie riunioni di famiglia attorno alla tavola. E poi, quei desideri professionali si sono realizzati lo stesso e proprio grazie a ciò che amo: il mio lavoro mi ha portato a girare il mondo e la passione per le lingue non l’ho certo persa dato che ora ne parlo correttamente cinque, e nemmeno quella per l’arredamento e per l’architettura: basti pensare alle splendide sale presso le quali ho prestato e presto tuttora servizio.

Quando hai iniziato il tuo percorso professionale?

Nel 2001, a Londra. Ero poco più di un garzone. Poi sono tornato in Italia per un’esperienza importante presso un ristorante stellato di Torino. Il grande salto, però, è stato quando ho deciso di trasferirmi in Spagna, a Barcellona. Da lì Firenze, Parigi, ancora Torino, New York, ancora Parigi e finalmente Villa Crespi.

Come sei entrato in contatto con il gruppo Cannavacciuolo?

Ero vicedirettore del Ritz, a Parigi, durante la sua storica riapertura. Durante quell’esperienza ho conosciuto molte persone che mi hanno parlato di Villa Crespi e dell’innovativa visione imprenditoriale della proprietà e del suo desiderio di accelerare il processo di crescita della struttura. E, poco tempo dopo, sono entrato in contatto proprio con la direzione di Villa Crespi.

Che impressione hai avuto?

Ho riconosciuto immediatamente passione e lungimiranza. Lo chef Antonino è un grande cuoco, la signora Cinzia una grandissima imprenditrice. E i fatti hanno seguito subito le parole. Sono stato messo nelle migliori condizioni per svolgere il mio lavoro. Il tutto condito da solidità aziendale e serie programmazioni, elementi francamente difficili da trovare in Italia.

Ci racconti il tuo primo giorno di lavoro per il gruppo Cannavacciuolo?

Ricordo il mio primo servizio. Era il venerdì prima di Pasqua, anno 2017. Una splendida giornata di sole. Ricordo in particolare la sensazione di felicità per l’inizio di una nuova avventura. Ovviamente sentivo il peso delle responsabilità ma veniva alleggerito dalla fiducia trasmessa della proprietà, che sentivo attorno alla mia figura. Fu splendido. E ricordo anche le chiacchiere con chef Antonino dopo il servizio. Immediatamente si preoccupò di chiedermi le mie impressioni, le mie emozioni. Decisamente un bel ricordo.

Riesci a definire con tre aggettivi il tuo ambiente di lavoro presso Villa Crespi?

Sano. Professionale. Internazionale.

Qual è l’opportunità di cui sei più grato al gruppo Cannavacciuolo?

Sono grato al senso di fiducia che sento alle mie spalle. Una fiducia che mi ha permesso di rinnovare completamente i locali, il bar, l’esterno della Villa. Le nostre brillanti, accoglienti e fantastiche sale sono state rimodernate e studiate nuovamente grazie all’aiuto di stimati professionisti. Anche gli esterni di Villa Crespi sono stati abbelliti. Il risultato è uno spazio di relax unico, che regala scorci differenti e sempre magici, a qualsiasi ora del giorno.

Dove ti vedi tra 5 anni?

MI vedo sempre all’interno del Gruppo Cannavacciuolo con nuove e importanti responsabilità, insieme ai fedelissimi di sempre, compagni di viaggio cresciuti accanto a me.

Ecco, a proposito di compagni di viaggio, ci parli un po’ del tuo team di sala?

Il team è stato rifondato completamente dopo il mio arrivo, a marzo 2017. Si lavora in un clima di fiducia, aspetto molto importante per la trasmissione del sapere e per aiutare il business ad andare più veloce. All’interno del team si respira una sensazione di famiglia e di rispetto. Sono particolarmente orgoglioso dell’intelligenza emotiva che dimostrano i ragazzi che lavorano a Villa Crespi, capaci di interpretare la situazione: aggregazione e, perché no, spensieratezza quando il momento lo consente, ma adesione rigorosa del protocollo quando c’è da lavorare.

Mi rende molto felice che le ragazze e i ragazzi del mio team abbiano compreso che in un mondo che corre veloce la pazienza è una competenza che, se coltivata, ritroveranno sempre. Voglio infine sottolineare anche l’impegno e la maturità che dimostrano ogni giorno, nonostante la giovane età.

Del resto, crescere insieme al “Miglior Maître d’Italia”, premio che ti ha conferito la prestigiosa Guida de L’Espresso, non deve essere poi malaccio…

Ho accolto il premio con grande entusiasmo ma con altrettanta umiltà. Credo sia una conseguenza di tutto l’impegno, la serietà, lo studio e la tenacia che ho applicato durante questi anni di lavoro. Sogno adesso un riconoscimento di gruppo, per il team di sala Villa Crespi, mi darebbe maggiore soddisfazione: sono il leader della mia squadra e voglio condividere le gioie di lavoro con il mio team.