Intervista a Stefania Siani


Direttrice del Relais Villa Crespi

È arrivata a Villa Crespi in punta di piedi, nel lontano 2000; una giovane ragazza campana che comincia un lavoro “quasi per gioco”, con la spensieratezza e la curiosità tipica dei vent’anni. Dopo due decenni da Villa Crespi non è ancora uscita, anzi. Oggi, Stefania Siani, 41 anni, è la direttrice della struttura di punta del Gruppo Cannavacciuolo. Ma la definizione del ruolo – anche se così prestigiosa – non basta a spiegare il suo peso specifico all’interno del Gruppo. Il braccio destro di Cinzia e Antonino Cannavacciuolo, possiamo dirlo? “Ma sì, dai. Possiamo dirlo”, risponde con un sorriso.

Stefania, come sei entrata in contatto con il gruppo Cannavacciuolo?

Nel 1998 lavoravo presso l’albergo di famiglia di Cinzia Primatesta. Ma era un impiego estivo, favorito dal fatto che la famiglia di Cinzia e la mia si conoscevano da tempo. In verità, la mia intenzione era proseguire gli studi in economia e commercio. Ma allo stesso tempo cominciavo a rendermi conto che l’interesse per quel lavoro e per quegli ambienti cresceva, giorno dopo giorno. Poi, nell’estate del 2000, ho conosciuto Villa Crespi. Ed ecco che la mia passione è letteralmente esplosa e mi ha portato nel 2003 a traslocare definitivamente sul lago d’Orta.
Ho cominciato il mio percorso facendo le camere e le pulizie durante il giorno, mentre la sera infilavo letteralmente il muso negli aspetti più gestionali dell’attività, cercavo di imparare a fare tutto, desideravo ottenere una conoscenza quanto più completa possibile di ogni aspetto e sfumatura di un lavoro che mi emozionava e toccava nel profondo. Ho proseguito l’excursus nel mondo alberghiero occupandomi delle colazioni, lavorando in sala, per esempio durante il riconoscimento della prima e della seconda stella Michelin mi occupavo della sala, e imparando le pratiche del servizio, pur mantenendo la passione per la parte più di hôtellerie, per la ricezione e per l’accoglienza del cliente durante il soggiorno.

Come si passa dal fare le camere a diventare direttrice?

Occorre innanzitutto avere la fortuna di trovare l’ambiente adatto. Io mi sento parte della famiglia Cannavacciuolo. Cinzia e Antonino sono come una famiglia, per me. Come dico sempre, lavoriamo in simbiosi. Mi hanno permesso di trovare la mia voce e la mia strada, di provare e di sbagliare, di guadagnarmi una particolare fiducia, ma sempre mantenendo il massimo rispetto dei ruoli. Quando ho cominciato eravamo in 12, compresi Antonino e Cinzia, oggi il gruppo conta oltre 150 dipendenti. Quando hai la possibilità di crescere in un gruppo in tale espansione, nulla è impossibile.
Ancora mi emoziono quando penso che uno dei primi giorni a Villa Crespi, alle prese con i miei mestieri, già innamorata dell’atmosfera e dell’energia che avvertivo attorno a me, ho come prefigurato che un giorno sarei diventata la direttrice di quel posto. Poco più di un pensiero veloce, sognante, forse incosciente, di una ragazza di vent’anni, ma ancora mi mette i brividi.

Definisci con tre aggettivi il tuo ambiente di lavoro.

Sereno, familiare e unico. Ne aggiungo anche un quarto: emozionante. È possibile emozionarsi ancora, dopo vent’anni? Ebbene sì. Anche se i gesti possono apparire sempre gli stessi, cambiano ogni giorno. Questo succede perché i clienti hanno esigenze diverse, che vanno comprese e accolte. Ci emozioniamo perché siamo consapevoli di regalare ricordi unici.

Qual è l’opportunità di cui sei più grata/al gruppo Cannavacciuolo?

Sicuramente il bagaglio di conoscenza e cultura che mi hanno permesso di ottenere. E l’educazione alla collettività che ci hanno trasmesso. In oltre vent’anni di lavoro non ho mai sentito una volta Cinzia e Antonino dire “io”; utilizzano sempre il pronome “noi”. Si sentono loro stessi parte di una squadra. È un insegnamento prezioso, soprattutto per i tanti ragazzi giovani che lavorano presso le nostre strutture.

Dove ti vedi tra 5 anni?

Mi vedo ancora all’interno del Gruppo Cannavacciuolo. Senza ombra di dubbio. Spero di essere in grado di trasferire il “marchio Cannavacciuolo” in termini di formazione e cultura del lavoro alle nuove generazioni. Mi farebbe piacere insegnare quello che ho imparato.

Stefania, siamo alle porte della ripresa post Covid. Come sarà programmata la fase di riapertura e quali nuove disposizioni verranno introdotte all’interno della struttura?

Stiamo rispettando tutti i termini di sicurezza previsti, in primo luogo per la massima tutela dei nostri ospiti e ovviamente per la salute dei nostri collaboratori. La magia della nostra dimora sarà riscoperta valorizzando l’intimità delle camere e suites e la maestosità del parco secolare. Non sarà facile, ma ci ha sempre contraddistinto l’impostazione di un’accoglienza che passa attraverso il sorriso. Con la mascherina indosso impareremo a trasmettere il sorriso con gli occhi. All’atto pratico, invece, abbiamo sempre lavorato con la massima cura adottando già da anni dei sistemi particolari di sanificazione all’interno di tutti gli ambienti di Villa Crespi, dispositivi di ultima generazione in funzione senza sosta che permettono un perfetto e costante ricambio d’aria. Anche lato logistica dei tavoli, si potrà mangiare alla giusta distanza richiesta o approfittare dei servizi di colazione in camera o alla carta, anche questi da sempre nel carnet dei nostri ospiti. E chiaramente i protocolli desk saranno in funzione da subito: guanti, mascherine protettive, rilevamento della temperatura e sanificazione costante delle superfici.